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SERVIZIO IDRICO: LA CONCESSIONE PROROGATA AL 2024 ? MA I SINDACI NON SONO IL PAPA.

La scorsa settimana, il 4 dicembre, si è tenuta a Firenze la riunione della "Conferenza Territoriale ATO3 Medio Valdarno" (di cui fa parte anche Impruneta) in cui è stata discussa la nuova concessione per la gestione del servizio idrico integrato, in vista della scadenza al 2021 della gestione di Publiacqua Spa.

La Conferenza Territoriale, composta dai Sindaci dei 47 Comuni dell'ATO3 (Ambito Territoriale Ottimale) Medio Valdarno si è espressa a larga maggioranza per la proroga di tre anni, fino al 2024, della concessione a Publiacqua Spa.

La decisione ha visto il dissenso da parte di 9 Comuni che chiedevano di riportare Publiacqua sotto il totale controllo pubblico già dal 2021, alla scadenza della attuale concessione, senza rinviare questo percorso con la proroga di altri tre anni. Dando così attuazione all'esito del referendum popolare del 2011 per l'acqua pubblica.

La cosa singolare è che solo in alcuni Comuni (pochini) questa scelta è stata oggetto di una preventiva discussione nei Consigli Comunali, che hanno quindi potuto esprimere il proprio indirizzo politico ai rispettivi Sindaci che partecipavano alla Conferenza Territoriale.

Nella maggioranza dei casi invece è avvenuto l'esatto opposto ed i Consigli Comunali (tra cui Impruneta) sono stati “esautorati” da qualsiasi ruolo: forse che ai Sindaci è dato il potere della infallibilità papale in materia?

I Consigli comunali, in base Testo Unico degli enti locali (D.Lgs 267/2000, art 42) hanno una competenza generale in materia di "concessione dei servizi pubblici".
Per il Servizio Idrico (pubblico servizio) l'affidamento della gestione (L.R. 69/2011) è demandato alla Autorità Idrica Toscana, ente rappresentativo di tutti i Comuni appartenenti all'intero territorio regionale, a sua volta suddiviso in sei Conferenze Territoriali comprendenti i Comuni.

Ora appare evidente che non avendo i Sindaci una competenza di legge sulla "concessione dei servizi pubblici", quando rappresentano il proprio Comune nella Conferenza Territoriale per esprimersi su questa materia, dovrebbero farlo con un preciso mandato del Consiglio Comunale quale organo di indirizzo (analogamente come è competenza del Consiglio Comunale la concessione degli altri servizi pubblici che siano affidati direttamente dal Comune).

La Conferenza Territoriale ATO3, lo scorso luglio aveva approvato all’unanimità un atto per la “ripubblicizzazione” del servizio idrico, ma con la decisione dell’ultima seduta viene tutto rimandato al 2024.

Nel febbraio 2010 i Verdi per Impruneta presentarono al Comune di Impruneta una petizione popolare affinché riconoscesse il servizio idrico integrato come un “servizio pubblico privo di rilevanza economica” (che non consideri cioè l’acqua una merce da cui ricavare un profitto) in quanto servizio pubblico essenziale, la cui gestione fosse quindi attuata attraverso un ente di diritto pubblico.
Allora con la propria votazione il Consiglio Comunale non accolse quella petizione, che, vista a distanza di anni, resta un bell’esempio di chiaroveggenza popolare.

Verdi per Impruneta

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Link: siti web di interesse sull'argomento:
http://www.acquabenecomunetoscana.it/
http://www.acquabenecomune.org/

Pubblicato il 13/12/2018 alle 7.3 nella rubrica VERDI per IMPRUNETA.

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