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6 settembre 2016

"CASE POPOLARI" , TRA BUFALE E FAVOLE ESTIVE: AD IMPRUNETA E' PARTITA LA GARA … A CHI LA SPARA PIU' GROSSA.

In questi giorni di calura estiva un "gran fermento di idee" nel mondo politico imprunetino sul tema delle “case popolari”, su cui, magari con la speranza di trovare un po' di consenso popolare, è partita una sorta di gara … a chi la spara più grossa.
Peccato che poi andando a vedere da vicino le carte e le normative, di tutto ciò ne resti soltanto un po' di ... nebbia estiva.


Il tutto gira attorno al Regolamento per l'assegnazione in affitto di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), approvato lo scorso dicembre dal Consiglio comunale, sulla base del testo concordato tra i Comuni dell'area fiorentina.

Prima è partita la “bufala” secondo in base al regolamento di Impruneta sarebbe possibile dichiarare di "non possedere immobili in Italia o all'estero" (che è un requisito per poter presentare domanda), con semplice autodichiarazione anche da parte di cittadini “non dell'Unione Europea”, mentre nel bando di altri Comuni (viene citato il caso di Arezzo) sarebbe richiesta idonea certificazione che lo attesti.

E' bene sapere invece che, secondo la normativa vigente, DPR 445/2000, la possibilità di "autocertificazione" di stati o condizioni personali (quali il possesso di immobili) “si applica solo ai cittadini Italiani e della Unione Europea” (art. 3 comma 1 ).
Diversamente (art 3, comma 2) " I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione, possono utilizzare le autodichiarazioni "limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani". Ovvero possono autodichiarare solo che non hanno altri immobili in Italia (perché ciò è direttamente certificabile da soggetti pubblici italiani (ovvero il Catasto), mentre per quanto riguarda l'estero tali fatti debbono essere comunque “documentati mediante certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero, corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall'autorità consolare italiana” (art.3 comma 4).

In sostanza i casi e le condizioni per la autocertificazione sono previsti dalla legge nazionale, che si applica allo stesso modo in tutti i Comuni italiani. Infatti la possibilità di autocertificazione è prevista anche nel regolamento vigente nei comuni aretini (proprio come per Impruneta), che poi quando hanno pubblicato il bando hanno semplicemente specificato le modalità di applicazione, che sono quelle già previste dal DPR 445/2000 in tutta Italia
Non vi è pertanto alcuna necessità di modificare il Regolamento di Impruneta. I cittadini non facenti parte della Unione Europea debbono comunque già presentare idonea certificazione per documentare il mancato possesso di immobili all'estero.

Ovviamente poi è necessario fare (eccome), in tutti i casi, anche i necessari controlli da parte del Comune sulle autodichiarazioni, considerato che comunque “chiunque rilascia dichiarazioni mendaci (…) è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia (art 76).

A seguire poi è arrivata la favola del “modello Arezzo equo e giusto” da seguire, dove viene narrato che nel bando comunale per la assegnazione delle case popolari sarebbero stati introdotti dei punteggi specifici nel bando, per scelta politica di quel Comune (es. la residenza o un’attività lavorativa stabile o principale da almeno 5 anni sul territorio regionale; punteggi aggiuntivi per residente nel territorio comunale da almeno 10 anni (2 punti) o per presenza da più tempo nelle graduatorie (0,5 punti per anno).

E' bene sapere invece che questi criteri sono già presenti anche nel Regolamento di Impruneta, non per sua scelta o merito, ma semplicemente perché tutte le condizioni di accesso ed i criteri per l’attribuzione dei punteggi sono stabiliti dalla normativa regionale di riferimenti( LR 96/1996, recentemente modificata con LR 41/2015), e quindi sono gli stessi per tutti i Comuni della Toscana (Arezzo come Impruneta).
I Comuni non aggiungono niente, debbono semplicemente applicare quella normativa!
Ed infatti il regolamento approvato ad Impruneta per la redazione delle graduatorie semplicemente richiama le priorità già previste della LR 96/1996. (“allegato B” - “Condizioni per l'attribuzione dei punteggi). E non potrebbe essere diversamente (non esiste quindi nessun modello da seguire).

I Comuni hanno la facoltà di stabilire, nel limite massimo del 40%, le quote di alloggi da riservare a specifiche condizioni familiari o di disagio (anziani ultrasessantacinquenni, giovani coppie, nuclei con invalido grave, ecc …).
Ma anche questo si applica ad Impruneta e nei comuni fiorentini, come in quelli aretini, per il semplice fatto che è già stabilito dalla legge regionale (art. 13, comma 11).

Questi sono i fatti che risultano dalle carte (leggi, regolamenti, bandi), tutto il resto ... è fuffa.

Se poi vogliamo parlare di maggior trasparenza delle procedure, un intervento potrebbe essere fatto sui controlli dei requisiti autodichiarati, per tutti i beneficiari delle assegnazioni.

Il Regolamento prevede (art.4) che “Ogni Comune dovrà attivare un controllo a campione su almeno il 5% delle domande presentate per la formazione della graduatoria e di almeno il 10% delle domande per le quali viene programmata l’attivazione del procedimento di assegnazione”.
In proposito, almeno quando si attiva la effettiva assegnazione dell'appartamento, parrebbe opportuno che il controllo venga effettuato per tutti gli assegnatari (100% del campione).
Analogamente dovrebbe essere fissata una quota significativa di controlli successivi alla assegnazione degli alloggi, sul mantenimento dei requisiti (cosa che invece non è indicata nel Regolamento locale).

Tutto ciò a garanzia sia dei nuclei familiari che hanno partecipato al bando per ottenere la assegnazione, sia della collettività tutta, considerato che gli alloggi di edilizia residenziale popolare, sono comunque realizzati grazie a soldi pubblici, di tutti i contribuenti.

Verdi per Impruneta

Rassegna stampa:         Rassegna WEB:    Verdi Impruneta: “Case popolari, tra bufale e favole estive è partita la gara…a chi la spara più grossa” (dcfnews.it, 7/9/2016);   "Case popolari e assegnazioni: bufale e gara a chi la spara più grossa" (Gazzettinodelchianti.it, 7/9/2016);  Case Popolari, Verdi: "Tutti sparano bufale" (gonews.it, 7/9/2016)




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4 agosto 2016

AL VIA LA “FESTA dell’ARSIONE” ALL’IMPRUNETA, ARRICCHIAMOLA CON …“ACQUAMON GO!”

Col mese di agosto all'Impruneta prende il via l’ennesima edizione annuale della“Festa dell'arsione”. Confermata la location d’eccezione: il fontanello al pozzo di Piazza Buondelmonti.
L’ingegnosa pensata promozionale – ricordano Verdi per Impruneta - è che l’evento non si tiene solo una volta all’anno, ma “dura proprio tutto l’anno”, da un agosto all’altro. Si da infatti il caso che è dal 2008 il fontanello del pozzo nella piazza Buondelmonti non disseta più nessuno, semplicemente perché è stata chiusa la tubazione dell’acquedotto che lo alimentava.

L’edizione di quest’anno – propongono ironicamente i Verdi per Impruneta – potrebbe inoltre essere arricchita col lancio di un videogioco sul tema della festa: “ACQUAMON GO!”
ACQUAMON GO!” è un nuovo videogioco di tipo free-toplay basato su realtà aumentata geolocalizzatat con GPS, ed è compatibile con tutti i cellulari dotati di “cattura immagini”.
Partendo dalla base, al pozzo in Piazza Buondelmonti, ogni giocatore dovrà scovare e catturare l'immagine delle “perdite di acqua selvagge” (ovvero ancora non segnalate) presenti sul territorio comunale, o affrontare in duello quelle già segnalate da Publiacqua con l'apposito simbolo rosso; in tal caso si “cattura la perdita” se viene poi riparata entro tre giorni, altrimenti la perdita resta ... libera.
È possibile inoltre ottenere anche “Acqua-ball” (cosidetta “acqua con le bolle”), ma solo conquistando le chiavette del gioco, da usare all'interno delle “casette dell'acqua”, in Piazza Accursio a Impruneta ed in Via della Repubblica a Tavarnuzze.

Alla richiesta dei Verdi per Impruneta di riattivare quel fontanello il Comune, in passato, aveva ha risposto che la disattivazione del fontanello in Piazza Buondelmonti era avvenuta a seguito di rotture sulla rete idrica che “hanno consigliato la chiusura della tubazione per evitare sprechi d’acqua e costi di ricostruzione”.
La chiusura sarebbe avvenuta durante la gestione dei fontanelli da parte di Publiacqua – secondo la risposta dell’allora assessore competente – mentre dal 2008 il loro controllo è passato direttamente al Comune. Non che col passaggio di competenze la differenza si sia notata molto, giacchè comunque il fontanello era e continua a rimanere a secco. Non sarebbe quindi giunta l'ora (o meglio l'anno) per concordare con Publiacqua gli interventi necessari a riattivarlo?

Gli abitanti dell’Impruneta lo sanno che da anni il fontanello è in quelle condizioni, e oramai hanno rinunciato ad tentar d’aprirne il rubinetto, certi di restare comunque con la sete.

Gli ignari “partecipanti della festa” di passaggio – turisti, ciclisti, visitatori delle molteplici manifestazioni che si svolgono nella piazza – si sottopongono invece a loro insaputa al “rito del viandante assetato”. Convinti, infatti, che da quel fontanello si possa pur bere ci mettono un po’ di tempo per provare ad azionare il pomello che li dovrebbe dissetare, ruotandolo prima tre volte sia a destra che a sinistra, per poi magari provare pure a tirarlo; facendo poi tre o quattro giri intorno al pozzo per cercare magari un’altra cannella, per andarsene infine, scuotendo la testa, sconsolati e riarsi, in direzione del bar più vicino.

Riuscirà il Comune a riattivare l’acqua al fontanello del pozzo in piazza Buondelmonti almeno prima della prossima Festa dell’Uva? In alternativa potrebbe quantomeno farne una attrazione di richiamo turistico facendo credere che si tratta di una innovazione tecnologica: un fontanello a “risparmio idrico totale”.
Nel frattempo buona nuova “festa dell’arsione” a tutti.


Rassegna stampa:  Fontana ferma da 8 anni, i Verdi lanciano la festa dell'Arsione (La Nazione 9/8/2016);  Fontanello ancora a secco, torna la «Festa dell’Arsione». I Verdi per Impruneta chiedono la riapertura dell’acqua in piazza Buondelmonti, chiusa dal 2008 (ChiantiSette, 12/8/2016)    Rassegna WEB:  "Al via la Festa dell'Arsione di Impruneta. Arricchiamolo con... Acquamon Go!" (gazzettinodelchianti.it, 4/8/2016);  Verdi per Impruneta: AL VIA LA “FESTA dell’ARSIONE” (dcfnews.it, 4/8/2016); I 'Verdi Per Impruneta' lanciano il gioco Acquamon Go! (LaNazione.it, 4/8/2016)




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1 luglio 2016

COMUNE DI IMPRUNETA: RISOLTO L’ENIGMA DEL PREMIO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Dal sito web comunale è stata diffusa la notizia che il Comune di Impruneta è stato “premiato da Legambiente e dall’associazione Comuni Ricicloni per la raccolta differenziata”.
La nota, tuttavia, non riporta ulteriori informazioni sul tipo di premio, la posizione in graduatoria, le quantità o le percentuali di raccolta, ecc…: un piccolo … mistero.

Consultando il sito ufficiale dell’iniziativa www.ricicloni.it non si hanno maggiori notizie in merito, anzi nella sezione “classifiche di Comuni ricicloni 2016”, il Comune di Impruneta non risulta proprio (non compare tra i 14 Comuni ricicloni della graduatoria della Regione Toscana).

Poi scorrendo i criteri stabiliti da Legambiente per entrare nelle graduatorie dei comuni che gestiscono in modo sostenibile i propri rifiuti, si inizia lentamente a dipanare l’enigma.
Le “classifiche dei Comuni ricicloni 2016” comprendono infatti solo “Comuni che hanno partecipato al concorso e che risultano con una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65% (che è il minimo previsto dalla normativa), oltre ad avere una produzione procapite inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante di rifiuto indifferenziato” (data dalla somma del secco residuo e dalla quota non recuperata dei rifiuti ingombranti). Le classifiche sono stilate proprio in base a questo secondo parametro.
Quindi Impruneta non vi si trova per questo motivo. Infatti in base ai dati 2015 (su cui si basa il concorso) Impruneta rispetta il primo criterio richiesto, ma la quantità procapite di rifiuto indifferenziato risulta ancora troppo elevata (circa 130 kg/anno per abitante).

Peraltro nei tabulati riepilogativi pubblicati nel dossier di Legambiente, che elenca i Comuni partecipanti al concorso, a Impruneta risulta attribuita una raccolta differenziata (RD) pari al 68% (v. link dossier ). Ciò in quanto Legambiente determina la percentuale di raccolta differenziata, diversamente dal metodo di calcolo della Regione Toscana per le sue certificazioni.
La Regione Toscana infatti, dal totale dei rifiuti indifferenziati decurta il 6% forfettario (stimato derivare dallo spazzamento stradale), per cui l’incidenza della RD aumenta, e poi attribuisce dei punti percentuali aggiuntivi per la presenza di raccolta degli inerti e per il compostaggio domestico svolto dai cittadini. In tal modo il dato della RD 2015 (ancora in corso di certificazione regionale) può raggiungere il 75% per Impruneta (v. tabella).

Ed è proprio nel dossier che finalmente troviamo la soluzione all’arcano: a pagina 23 si scopre che nell’ambito dell’iniziativa, Impruneta ha ottenuto il “premio rilegno”, assegnato dal Consorzio RILEGNO per la miglior raccolta degli imballaggi di legno e degli ingombranti a matrice lignea; in pratica i vecchi mobili che sono raccolti a domicilio da Quadrifoglio o che i cittadini conferiscono direttamente alla stazione ecologica. “Nel 2015 Impruneta ha garantito la raccolta differenziata di 234 tonnellate di rifiuti legnosi; con una raccolta pro capite che si attesta a oltre 16 kg”, si legge nella menzione del Consorzio che si occupa del recupero e riciclaggio di questi materiali.

E’ quindi questo, immaginiamo, il premio cui si riferisce il comunicato diramato dal Comune.
A voler essere magnanimi di può dire che vi sia stato un “eccesso nella sintesi dell’informazione”. Certo il Comune avrebbe potuta raccontarla meglio la notizia: per come presentata pareva che Impruneta fosse nelle classifiche dei Comuni Ricicloni.

Auspichiamo quindi che la progressiva estensione del sistema di raccolta differenziata “porta a porta”, anche a zone del territorio finora servite con raccolta tradizionale, possa contribuire utilmente alla riduzione ulteriore dei rifiuti indifferenziati, consentendo così ad Impruneta di poter accedere il prossimo anno all’olimpo dei comuni più virtuosi nella raccolta differenziata, rientrando a pieno nei criteri per poter ottenere il riconoscimento dei “comuni ricicloni”.

Verdi per Impruneta


Rassegna stampa:
       Rassegna WEB:   Verdi Impruneta: risolto l’enigma del premio per la raccolta differenziata! (www.dcfnews.it, 1/7/2016);  L’intervento dei Verdi: “Risolto l’enigma del premio per la raccolta differenziata” (gonews.it n 1/7/2016);   I Verdi per Impruneta: "Comune Riciclone...? Macchè! Ecco la verità". (gazzettinodelchianti.it, 4/7/2016)




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9 giugno 2016

SPRINT FINALE PER LA RACCOLTA FIRME PER I DUE REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE (IL COSIDDETTO “ITALICUM”)

SI PUO’ FIRMARE ANCHE PRESSO IL COMUNE DI IMPRUNETA.
FINO A VENERDI 17 GIUGNO


Ultimi giorni per poter firmare per le due richiesta di referendum abrogativo parziale sulla legge elettorale, il cosiddetto “Italicum”, che si pone l’obiettivo di:

Cancellare i capolista bloccati e le loro candidature plurime (fino a dieci collegi)
, eliminando il monopolio delle segreterie di partito nella designazione dall’alto della maggioranza dei deputati. Per restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati.

l’abolizione del meccanismo del ‘premio’, che assegna di fatto la maggioranza assoluta (55% dei seggi) alla lista (cioè al partito) che ottiene il 40% dei voti, e del ‘ballottaggio’, che amplifica gli effetti negativi del ‘premio’, assegnandolo alla lista che, pur non avendo ottenuto nemmeno il 40%, vince il secondo turno indipendentemente dal numero dei votanti. Si potrebbe così assegnare un potere assolutamente sproporzionato a un partito che avesse ottenuto meno del 25% (per esempio) dei consensi. Il quesito è volto a ristabilire l’eguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto di voto e ad assicurare il carattere rappresentativo della assemblea parlamentare.

Per agevolare quanti vogliono contribuire al raggiungimento delle firme necessarie, abbiamo provveduto a depositare la modulistica anche in Comune, dove quindi si potrà firmare per i due referendum, muniti di documento di identità, presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Impruneta a:

IMPRUNETA: la mattina di lunedì martedì, giovedì, venerdì (ore 8:30-13)
e il giovedì pomeriggio (ore 15:30-18)

TAVARNUZZE: mercoledì ore 8:30-13

SI PUO’ FIRMARE FINO A VENERDI’ 17 GIUGNO


Verdi per Impruneta




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4 giugno 2016

IMPRUNETA: GIUNTA COMUNALE SENZA PLENUM

La Giunta di Impruneta è rimasta senza “plenum”.

L’ipotesi circolava da giorni, assieme alle voci su di un possibile “rimpasto”, ma adesso è certo,

l’assessore Buccioni non fa più parte della giunta comunale imprunetina: lo si deduce dal verbale di una delibera della Giunta comunale approvata nella seduta del 31 maggio e pubblicato sull’Albo pretorio comunale.

Dall’appello alla seduta risultano infatti presenti il sindaco e quattro assessori, mentre il nominativo di Buccioni non risulta tra gli assenti, ma proprio non viene indicato.

L’effetto immediato è che adesso la Giunta è priva del cosiddetto plenum, previsto dallo Statuto Comunale.

L’art. 47 del Testo nico degli Enti Locali (D.Lgs 267/2000) prevede infatti che la giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero di assessori fissato dallo Statuto, nel rispetto del massimo previsto dalla legge. La stessa norma precisa che che gli statuti comunali “possono fissare il numero degli assessori ovvero il numero massimo degli stessi”

Lo Statuto del Comune di Impruneta, come modificato nel 2010, prevede (art.54) che “La Giunta è composta dal Sindaco, che la presiede e dal numero massimo di assessori previsto dalla Legge"
. ovvero “un terzo, arrotondato aritmeticamente, del numero dei consiglieri comunali”: cioè 5 assessori nel caso di Impruneta.

In pratica con quella semplice “preposizione articolata” (“dal”), infilata nell’articolo dello Statuto il numero degli assessori nominabili in Giunta risulta essere stato “blindato” a cinque, e non uno di meno, come invece avrebbe consentito una formulazione del tipo “fino al numero massimo di …”.

Il legislatore ha infatti legittimato la possibilità per i Comuni di prevedere un numero “fisso” ovvero “flessibile” di assessorio (senza fissare un minimo ma stabilendo un massimo). La norma dello Statuto che stabilisce il numero dei componenti la Giunta diviene quindi vincolante per l’ente, e può essere derogato solo con un modifica dello Statuto stesso.

Adesso quindi le voci di “rimpasto” divengono una necessità immediata, in quanto l’aver previsto nello Statuto una composizione numerica “rigida” degli assessori, obbliga il Comune alla tempestiva ricostituzione del plenum della Giunta.

Nella primavera del 2010 segnalammo pubblicamente che aver stabilito un numero blindato di assessori nello Statuto non era un buona idea. Allora restammo inascoltati, oggi però è proprio quello Statuto a dover essere rispettato.

Verdi per Impruneta

Rassegna stampa:
“Buccioni lascia la Giunta. Ma nessuno lo comunica. Un rimpasto tra i veleni. L’affondo dei Verdi” (La Nazione, 4/6/2016); Rassegna WEB: “Francesca Buccioni non è più in giunta. Adesso il rimpasto è obbligato” (gazzettinodelchianti, 3/6/2016) ; VERDI: La Giunta di Impruneta è rimasta senza “plenum” (Dai Colli Fiorentini, 2/6/2016)




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19 maggio 2016

IMPRUNETA: PROVE DI RIMPASTO IN COMUNE. LA GIUNTA COMUNALE “ROSA PALLIDO” SI RAVVIVA O … CICCIA !

Nei giorni scorsi le voci di un prossimo “rimpasto” nella Giunta comunale di Impruneta, si sono rincorse sugli organi di informazione e sul web, senza peraltro smentite da parte degli interessati.
Ancor più delle motivazioni politiche è il “toto-assessore” ad aver ricevuto la massima attenzione, con tanto di ipotesi sui nominativi dei componenti in entrata ed in uscita dalla Giunta comunale.
Un filo accomuna però i papabili citati: sono tutti maschietti, mentre l'unica assessora presente adesso in Giunta, Francesca Buccioni, è anzi data fra quelli in partenza.

L'eventuale rimpasto sarà tuttavia l'occasione (adesso dovuta per legge) per riequilibrare la presenza femminile nella Giunta, che già nella giugno 2013, al momento della sua nomina, i Verdi per Impruneta avevano ribattezzato come ... “rosa pallido”, considerata presenza di una sola donna nella giunta (composta da cinque assessori più il sindaco).

Contestammo allora che quella composizione non rispettava il dettato della Legge 215/2012 sul “riequilibrio delle rappresentanze di genere” la quale prevede che la Giunta sia nominata dal Sindaco “nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.
E sulla questione anche l'allora Presidente dell'ANCI, Graziano del Rio, in una lettera inviata ai Comuni aveva espresso parole chiare in proposito, scrivendo che tale norma “alla luce della copiosa giurisprudenza da ultimo consolidatasi, può dirsi effettivamente rispettata se si traduce in una equilibrata presenza di entrambi i sessi, sotto il profilo tanto numerico quanto qualitativo”.
Anche perché – sottolineavano i Verdi Per Impruneta - è difficile poter considerare la presenza di una donna su cinque assessori come ad una presenza “equilibrata” di entrambi i sessi.

In Comune preferirono, allora, fare orecchie da mercante, confidando sul fatto che la nomina della Giunta fosse stata effettuata all'inizio del mese di giugno 2013, mentre gli Enti locali avevano tempo fino al 26 giugno 2013 per adeguare i propri Statuti comunali alla nuova normativa.
Quel “tagliando” allo Statuto però non è stato fatto neppure dopo quella scadenza, e quello vigente, per la composizione della giunta si limita a riportare genericamente (in un italiano un po' criptico ed incerto) che “gli assessori devono rappresentare entrambi i sessi”.

Adesso però la questione cambia verso, essendo entrata nel frattempo in vigore, una nuova normativa, la legge n. 56/2014, la quale stabilisce (l’art. 1, comma 137), che “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”

E stavolta non ci sono adeguamenti da fare allo Statuto dietro cui nascondersi, ma la norma è immediatamente vigente. Il Consiglio di Stato, in una recente sentenza, ha confermato che il rispetto della quota di “rappresentanza di genere” prevista dalla Legge 56/2014, “costituisce un ineludibile parametro di legittimità delle nomine”, per gli atti adottati in vigenza di tale norma.

Quindi, in caso di rimpasto all'imprunetina, o il “rosa pallido” della Giunta si ravviva o … ciccia.

Verdi per Impruneta


Rassegna stampa:      Rassegna WEB:  "Rimpasto-giunta a Impruneta? Obbligati ad aumentare la presenza femminile" (gazzettinodelchianti.it , 19/5/2016)




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9 maggio 2016

SETTIMANA DI … “PASSIONE” SULLA LINEA ATAF 37 “TAVARNUZZE – FIRENZE”.

Settimana complicata per il trasporto pubblico locale, tra ritardi, ripetute corse saltate e bus col cartello "fuori servizio" sulla linea ATAF 37 che collega Tavarnuzze e Firenze.
E' il quadro descritto anche dagli utenti sulla pagina Facebook "Quelli che il 37 ...".
A subirne le maggiori conseguenze ovviamente quanti il mezzo pubblico lo utilizzano quotidianamente per motivi di lavoro o di studio, e che pagando regolarmente l'abbonamento, ritengono sarebbe normale poter fruire anche di un servizio che abbia una analoga regolarità.

Non sono chiari i motivi del ripetersi di tali situazioni, in particolare nell'ultima settimana, ... forse "lavori a Firenze", anche se poi a rimetterci è Tavarnuzze.
Il disagio potrebbe in parte essere "compensato" se vi fosse la possibilità per gli utenti di fruire alternativamente sullo stesso collegamento (Tavarnuzze - Firenze e ritorno), delle corse del trasporto pubblico extraurbano che sono dirette nel Chianti transitano comunque per Tavarnuzze (CAP, SITA).
Possibilità che invece è "limitata" ai soli possessori di biglietti a corsa semplice e dell'abbonamento mensile ATAF, mentre è VIETATA (!) ai possessori dell'abbonamento ATAF annuale, ma anche per le altre tipologie di biglietto ATAF (multicorsa, carta agile, con sms ...): UN VERA ASSURDITA'.


Sono quattro anni che i Verdi per Impruneta si appellano a tutti i livelli istituzionali (Comuni, Città Metropolitana, Regione) ed ai gestori del TPL (urbano ed extraurbano), per cambiare questa applicazione stupida della normativa.
Come si ricorderà dal gennaio 2012, la Provincia di Firenze ha abolito l’applicazione del sistema integrato tariffario che consentiva di utilizzare i titoli di viaggio emessi da Ataf&Li-nea, sui mezzi del servizio extraurbano dei lotti 2 e 3 (AMV-Autolinee Mugello Valdisieve e ACV-Autolinee Chianti-Valdarno), e viceversa, nell'ambito dell’area cosiddetta Metropolitana.
L'integrazione tariffaria tuttavia resta in vigore, anche dopo la sospensione del 2012, ma solo nelle cosiddette “tratte in sovrapposizione”, dove cioè vi sia la compresenza sia di linee CAP che ATAF: è il caso del collegamento tra Tavarnuzze e Firenze, e viceversa. Ovvero con un unico titolo di viaggio si può utilizzare contemporaneamente sia le corse CAP che quelle ATAF.

Ma qui viene il bello, perché la Provincia di Firenze diede successivamente una interpretazione della norma secondo la quale questa opportunità vale solo per gli utenti dotati di abbonamenti mensili ed i biglietti a corsa semplice, ma non possono fruirne coloro che hanno biglietti multipli o un abbonamento trimestrale o annuale, penalizzando così proprio gli utenti più fedeli, che il servizio lo utilizzano con continuità.

Il Difensore Civico Regionale, su istanza dei Verdi per Impruneta, si era espresso già nel 2013 condividendone i rilievi e segnalando alla Provincia “perplessità sotto il profilo logico” (!!) per una simile applicazione della norma, richiedendone una interpretazione estensiva, in modo da tutelare quegli abbonati “ingiustamente penalizzati” (per dirla sempre con le parole del Difensore Civico).

Una interpretazione che peraltro non risulta coerente con il contenuto letterale della normativa regionale: “Il comma 5 dell’art.19-bis della L.R. 42/1998 cita infatti espressamente i biglietti di viaggio a corsa semplice e gli abbonamenti mensili, ma solo al fine di indicare le tipologie di titoli di viaggio che debbono essere previsti – quale requisito minimo – nel contratto di affidamento del servizio. La norma riporta infatti la dicitura “In ogni caso sono previsti i biglietti di corsa semplice e di abbonamento mensile”.
“Ne consegue che laddove nel contratto di affidamento del servizio venga invece previsto (come nel caso di ATAF, Autolinee Chianti Valdarno e Autolinee Mugello Valdisieve) l’obbligo per il gestore anche la distribuzione di ulteriori tipologie di viaggio (multi corse, trimestrale, annuale, ecc…), anche a tali tipologie si debba applicare a tutti gli effetti quanto previsto dal successivo comma 6 dell’art 19-bis. Laddove stabilisce che “I titoli di viaggio di cui al comma 5 sono validi per lo spostamento a cui si riferiscono, indipendentemente dal gestore che abbia provveduto al rilascio …”.

Ancora nel dicembre 2015 i Verdi per Impruneta hanno quindi inviato ai gestori del TPL agli Enti interessati (Regione, Città Metropolitana e Comuni) un sollecito in proposito,
allegando alla richiesta il dossier “La norma più scema del mondo?”, che documenta in dettaglio l'assurda applicazione della integrazione tariffaria sulle tratte in sovrapposizione del servizio di trasporto pubblico locale. Il dossier è consultabile anche via web su http://issuu.com/verdiimpruneta  .
A questa ennesima istanza vi è stato il silenzio di tutti i soggetti coinvolti, ad eccezione della Città Metropolitana che invece ha risposto ... "picche".

E mentre gli zucchettoni continuano a non voler capire … gli effetti si vedono.
Meno male che ci sono le "paline intelligenti".


Verdi per Impruneta

Rassegna stampa:  'Corse in più e puntuali'. I fedelissimi del bus 37 attaccano sui social (La Nazione, 10/5/2016)     Rassegna WEB:  SETTIMANA DI … “PASSIONE” SULLA LINEA ATAF 37 “TAVARNUZZE – FIRENZE” (www.dcfnews.it, 12/5/2016);  "Una settimana di passione... sulla linea Ataf 37 da Tavarnuzze a Firenze (www.gazzettinodelchianti.it 12/5/2016);  I Verdi denunciano: “Settimana complicata per il trasporto pubblico locale” (www.gonews.it 9/5//2016)






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29 aprile 2016

"NOME IN CODICE TRm08": NOVELLE URBANISTICHE IMPRUNETINE (CON GIALLO FINALE)

“Nome in codice TRm08”: non è il titolo di un film giallo (o forse anche), ma la codifica con cui nel Regolamento Urbanistico del Comune di Impruneta è individuata una delle maggiori aree di trasformazione urbanistica previste nel capoluogo. 

Si tratta di una vasta superficie lungo Via delle Fornaci e Via di Cappello: la cosiddetta “area Pesci-Ref”, in cui con il Regolamento Urbanistico è stato prevista la possibilità di trasformare in abitazioni le volumetrie esistenti dei fabbricati delle ditte della produzione del cotto, previo trasferimento delle attività produttive esistenti in zona Ferrone, con contestuale realizzazione di nuove volumetrie industriali.

Dal Comune è stata data notizia della avvenuta presentazione da parte della ditta F.P. Spa (Fornace Pesci), del Piano attuativo per ottenere il via libera alla trasformazione dei volumi industriali in abitazioni, di cui è in corso l’iter per la approvazione da parte del Consiglio comunale, e la cui conclusione è prevista entro l’autunno.

Risulta che F.P. Spa, anziché provvedere alla realizzazione dei fabbricati industriali al Ferrone, abbia preferito trasferire la proprie attività negli immobili di un'altra fornace (Impruneta spa) presso Falciani, inutilizzati a seguito di fallimento. Operazione questa che il Sindaco ha denominato a “volumi zero”.
Occorre ricordare il Regolamento Urbanistico vincola il rilascio della autorizzazione per la trasformazioni in residenziale dell’area Pesci-Ref, non solo al mantenimento delle attività produttive nel Comune, ma soprattutto prescrive garanzie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali che erano di Pesci Spa e REF Spa.

Pertanto se F.P. Spa subentra in tutto negli impegni della convenzione stipulata nel 2008 tra il Comune e le due società del cotto, non è sufficiente che trasferisca la propria attività ed i propri dipendenti nella fornace dismessa ai Falciani, ma dovrà farsi garante anche di “recuperare” i livelli occupazioni che erano della fornace REF spa (anche se nel frattempo ha cessato la propria attività), altrimenti … “troppa grazia”.
Il Consiglio comunale prima di approvare il Piano attuativo per l’edificazione residenziale dell’area Pesci-Ref, dovrà quindi attentamente valutare, che il subentro negli impegni della convenzione sia rispettato nel complessivo, non per la sola propria quota parte.

Quanto invece ai decantati “volumi zero”, che nella versione edificatoria relativa all'area Pesci-Ref sono stati novellati “per pari metratura”, alcune puntualizzazioni sono tuttavia necessarie.

Per l’area “Pesci-Ref” il Regolamento Urbanistico consente l’edificazione, in termini di superficie, fino a 15.800 mq di residenze ed altri 2000 mq per attività artigianali, sulla base della legittima consistenza degli edifici esistenti nell’area.
Il Regolamento urbanistico prevede che la superficie viene calcolata sulla base di alcuni parametri:
1) “Volumetria esistente” divisa per 3 metri (per cui se il capannone è alto 6 metri, la superficie edificabile come abitazioni raddoppia;
2) Viene precisato inoltre che nel computo delle volumetrie esistenti sono ricompresi “tutti i manufatti (legittimi) anche se non tamponati su tutti i lati (c’è da chiedersi se tra questi vi rientrino quindi anche le tettorie, visto che nella convenzione firmata nel 2008 riportava invece la dicitura “fabbricati non tamponati su tutti i lati”.
3) Inoltre è possibile conteggiare nella superficie utile da edificabile come residenze, anche le aree che risultano utilizzate a fini commerciali: in tal caso per ogni metroquadrato di superficie sarà possibile realizzare 0,50 metroquadrato di superficie residenziale.
E qui c’é un piccolo giallo perché nella convenzione stipulata nel 2008 tra Comune e Pesci-Ref era previsto che in tal caso era ammesso “un recupero pari al seguente indice 0,50 metricubi ogni metroquadro”.
Poiché convenzionalmente l’altezza della residenza è di tre metri, con il Regolamento Urbanistico l’indice di trasformazione delle semplici “aree” in superficie residenziale, di fatto, è diventato di 1,50 metricubi ogni metroquadro. Come mai?

Nel 2011 i Verdi per Impruneta presentarono le proprie osservazioni al Regolamento Urbanistico, tra le quali anche una relativa all'intervento TRm08, in cui si sottolineava come un carico urbanistico di 47.400 metricubi residenziali (ovvero i 15.800 mq moltiplicati per l'altezza convenzionale di tre metri a piano) costituissero una edificazione enorme e sovradimensionata rispetto al carico urbanistico esistente nella cosiddetta area Pesci-Ref, con richiesta di un drastico ridimensionamento delle previsioni urbanistiche.

Infatti considerando un appartamento medio di 300 mc, si possono stimare oltre 150 nuovi appartamenti edificabili (cui si aggiungono gli altri 2000 metriquadri di superficie previsti con con destinazione produttiva, oltre all’edificazione nella vicina area dei verdi pubblici di Via Capitini). Un edificazione enorme per la zona della “Presuria”, che in anni passati è stata oggetto di consistenti interventi di consolidamento del versante già edificato a causa di problemi geologici.
Questa specifica osservazione fu dichiarata "non accolta", col voto unanime del consiglio comunale.

Per informazione ai cittadini, ed a futura memoria, i Verdi per Impruneta hanno realizzato un dossier che raccoglie la documentazione sulla vicenda, dal titolo ovviamente di “Nome in codice TRm08, novelle urbanistiche imprunetine” , consultabile on-line su internet alla pagina https://issuu.com/verdiimpruneta .

Verdi per Impruneta


Rassegna stampa:   Impruneta: Verdi contro il regolamento urbanistico per l'area Pesci_Ref  (La Nazione, 30/4/2016)   Rassegna WEB:  Verdi Impruneta: “Nome in codice TRm08”. NOVELLE URBANISTICHE IMPRUNETINE (CON GIALLO FINALE)  (www.dcfnews.it, 1/5/2016)




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28 marzo 2016

STRADE VICINALI “AD USO PUBBLICO” DIMENTICATE ? VIA DI BIFONICA COL DOPPIO DIVIETO DI PASSAGGIO: PER PASQUETTA "L'OVO NON RUZZOLA". VIA DELLA RAVANELLA RESTA TUTTORA NON PERCORRIBILE. 

Occorre “salvare le strade di tutti”, cioè quel complesso di strade vicinali che risultano classificate “ad uso pubblico” dalle cartografie del Comune di Impruneta, ma la cui percorribilità non è effettivamente garantita.

Tra queste la strada vicinale di Bifonica. In passato il giorno di pasquetta era l’occasione per una passeggiata appena fuori paese per andare “a ruzzolare l’ovo in Bifonica”. Adesso invece su Via Bifonica fioccano i cartelli di divieto nonostante che la strada che vi conduce sia classificata “ad uso pubblico”


Si da infatti il caso che chi voglia percorrere la stradella che porta in Bifonica (amena valle tra Bagnolo e Le Terme), e da cui la via prende il nome, si trovi dinanzi a due divieti che paiono decisamente sconsigliarne il transito, quand’anche pedonale.

Proprio all’inizio della strada, che diparte dietro la chiesetta di Bagnolo, troviamo infatti un primo cartello in marmo e caratteri in metallo che avvisa “Villa Bifonica – divieto d’accesso”.
Per quanti non avessero recepito un ulteriore messaggio è collocato dopo Villa Bifonica, quando la strada - che prosegue fino all’ex romitorio della Bifonica – è diventa oramai campereccia ma una catena la attraversa per tutta la sua larghezza col suo cartello penzolante che avverte “proprietà privata”.

Altra vicenda curiosa riguarda la Via Vicinale della Ravanellaclassificata anch'essa “ad uso pubblico” - per la quale il Comune di Impruneta aveva pubblicato un avviso di richiesta di declassificazione nel luglio scorso, da cui decorrevano i trenta giorni di tempo per i cittadini interessati per presentare le proprie osservazioni. Con il “declassamento” infatti verrebbe eliminato il vincolo di “pubblico passaggio” su tale viabilità, per trasformarla a tutti gli effetti in viabilità ad esclusivo uso privato dei frontisti.

Le osservazioni furono presentate, ma da allora non è dato sapere che esito abbiano avuto: all'Albo pretorio non risulta infatti pubblicato alcun provvedimento finale del Comune sulla vicenda.

Da tempo Via vicinale della Ravanella era stata interdetta al pubblico passaggio per la “presenza di cancellata e recinzione sia sul lato della Ravanella sia sul lato che si congiunge al ramo della Via di Riboia (attuale Via di Nizzano)”, come è stato segnalato più volte al Comune, da parte dei cittadini e dai Verdi per Impruneta.

L'unica cosa certa è che nel silenzio del Comune, ad oggi, quel percorso dichiarato “ad uso pubblico”, resta … impercorribile.

Proprio per “salvare le strade di tutti” riteniamo che il Comune non debba limitarsi a “disegnare questa viabilità minore sulle cartine”, ma debba soprattutto attuare le necessarie azioni di tutela, al fine di garantirne la fruibilità da parte della comunità.

La fitta rete di viabilità minore (sia comunale che vicinale ad uso pubblico) che percorre il nostro territorio rappresenta un importante patrimonio della nostra comunità, la cui salvaguardia e conservazione è di fondamentale importanza per la realizzazione di una rete di “percorsi verdi” nel territorio comunale, recuperandoli in taluni casi anche da situazioni di degrado o da improprie limitazioni al pubblico passaggio.

Verdi per Impruneta

Rassegna stampa:   Strade vicinali a uso pubblico dimenticate? I Verdi mandano un appello per salvare quelle che sono "le strade di tutti" (Chiantisette, 1/4/2016);  Chiusa la mitica strada della Bifonica. I Verdi: "Inaccettabile" (La Nazione 30/3/2016)     Rassegna WEB:  Strade vicinali “ad uso pubblico” dimenticate (www.nove.firenze.it , 28/3/2016);   Verdi per Impruneta: “Qualcuno si dimentica delle strade vicinali ‘ad uso pubblico’ ” (gonews.it, 29/3/2016)




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3 marzo 2016

“LA GRANDE FIRENZE” E LE “FUSIONI DEI COMUNI”: IL GRATTA E VINCI COL PREMIO ASSICURATO ?

“La grande Firenze” e la “fusione dei Comuni” sono i due giochi attualmente più in voga sulla piazza fiorentina, che vedono amministratori locali anche di diverso orientamento appassionati giocatori, in una sorta di ludopatia politica. A ben guardare tuttavia la differenza salta agli occhi: si tratta dell'unico caso di gratta e vinci in cui il premio è comunque assicurato.

Infatti se di grande progettualità non se ne vede molta, “gratta gratta” alla fine i motivi di tanta ebrezza vengono sempre snocciolati dai giocatori: per le fusioni dei Comuni sono previsti contributi statali straordinari per dieci anni, contributi regionali per cinque anni, e quote finanziarie riservate del Fondo di Solidarietà Comunale, a cui si aggiunge lo sblocco al 100% del turn over del personale.

Tutti vantaggi ed agevolazioni che sono solo un miraggio per i … “Comuni mortali” .
Legittimo allora poter dubitare che dietro tanta passione si celi talvolta un mero matrimonio di interesse, dove lo scopo principale di incamerare i “regali di nozze” statali e regionali?
D'altra parte se lo scopo di queste fusioni di Comuni è quello dichiarato di voler “realizzare una operazione necessaria e strategica ai fini dell'efficienza amministrativa, della qualità dei servizi, dell'ottimizzazione delle risorse e della riduzione delle spese dell'ente”, allora il solo concretizzarsi della fusione dovrebbe essere il vero premio ed incentivo ad effettuarle.

Assistiamo invece ad un crescendo degli “incentivi alle fusioni”, sia in termini quantitativi per quelli già previsti (es. La legge di stabilità 2016 ha raddoppiato i contributi statali nazionali), sia prevedendone di nuovi ed aggiuntivi (già si prospettano priorità per i comuni oggetto di fusione per l’accesso alle risorse comunitarie assegnate con i bandi regionali).

Il risultato è che alla fine un Comune ben amministrato viene penalizzato rispetto a quelli che magari lo sono meno ma che scelgono di fondersi. I soldi stanziati a livello statale e regionale per promuovere le fusioni sono di tutti, anche dei cittadini dei Comuni che non fanno le fusioni, ed a cui di fatto vengono sottratti, in una sorta di guerra per la coperta (i fondi disponibili) che resta sempre corta.

Ovviamente i convinti sostenitori dell’operazione “gratta e vinci” son sempre pronti a ribadire l'importanza della “partecipazione” (sia mai che ne manchi), che poi si sostanzia nella possibilità concessa ai cittadini di partecipare ad un referendum consultivo (senza quorum), per ratificare la fusione dei Comuni.
Senza contare però il “gabolone” che sull'argomento si è inventata la Regione Toscana: l'esito del voto del referendum non viene valutato per singolo Comune (cioè sono gli abitanti di quel Comune a decidere se partecipare o meno alla fusione), ma il voto è fatto sulla base dei partecipanti di tutti i Comuni interessati .
E quindi già successo che sulla base di tale “principio” (che non sta scritto da nessuna parte) la Regione Toscana si è di recente arrogata il diritto di fondere due Comuni pistoiesi (Abetone e Cutigliano), nonostante che in uno dei due la popolazione si fosse espressa in prevalenza contraria alla fusione. Peccato che questo comune avesse pochi abitanti rispetto all'altro dove invece avevano prevalso i favorevoli: così è stata applicata una variante del Trilussa, dove “è la media che fa il pollo”, che in tal caso è risultato essere il voto espresso da quei cittadini, che poi sono stati annessi (e mangiati) comunque dal Comune più grande.

Se si considera la sproporzione numerica tra gli abitanti di Firenze rispetto agli altri Comuni interessati è immaginabile l'effetto distorsivo che una simile procedura può determinare: di fatto si tratterebbe di una annessione, non di libera scelta.

Appello finale: se a giustificazione della fusione dei Comuni nella Grande Firenze” ci venissero risparmiate le roboanti frasi del tipo “ora basta con i confini medievali” (Sindaco Nardella dixit), ne saremmo infinitamente grati.
I confini di Firenze nel medioevo stavano dentro le mura e poco più e la sua attuale configurazione risale alle modifiche apportate nel 1928, inglobando alcune frazioni dei comuni limitrofi di Bagno a Ripoli, del Galluzzo, di Casellina e Torri, di Brozzi, ecc..
La storia si ripete?

Verdi per Impruneta

Rassegna stampa:        Rassegna WEB:  Verdi per Impruneta: Il gratta e vinci con premio assicurato? (Firenze.ogginotizie.it, 3/3/2016)





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